• C’è sempre una prima volta…

    C’è sempre una prima volta…

    Non ci era ancora capitato di essere l’oggetto di un compito scolastico… Soprattutto se il titolo del compito recita: “Descrivi il luogo del tuo paese che conosci meglio”.
    Un nostro assiduo frequentatore, atleta della squadra agonistica (12enne), sostiene (e come dargli torto?) che la piscina di San Donà sia il luogo a lui più familiare… ed ecco che finiamo, grazie alla sua penna, dritti dritti sulle pagine di un tema! Inutile dire che questo ci fa enormemente piacere, soprattutto perchè dimostra che la piscina è diventata per lui quasi una seconda casa. Vi lasciamo alla lettura, dopo aver chiesto il permesso all’autore di pubblicare la sua opera. Buona lettura!
     
    Sono ancora troppo piccolo per conoscere la mia città, tuttavia c’è un angolo che
    ho imparato a conoscere e ad amare. Ve lo presento…”
     
    La porta scorrevole si apre ed ecco che mi avvolge un’ondata d’aria calda dal vago
    odore di candeggina; odo tonfi, fischi, calpestii di ciabatte e poi eccomi finalmente
    immerso nella tiepida acqua fino alle orecchie. Disteso supino, il mio sguardo si
    perde nel soffitto di legno, procedo lentamente seguendo la traiettoria dei neon. Il
    mio corpo diventa leggero, privati del loro peso mani e piedi si rilassano e si lessano.
    Come si sta bene, chi uscirebbe più da qui? Ma qui dove??? Ma dalla piscina di San
    Donà di Piave!
    Sorte nel 1977, le piscine sandonatesi possono vantare di aver ospitato gli esordi
    della campionessa olimpionica Federica Pellegrini. Il motivo per cui il geometra
    Merlo le ha fatte costruire è che viviamo in una zona circondata da acqua(canali,
    fiumi, mare) e che perciò saper nuotare è una necessità.
    Quando entro in questa struttura sento di far parte di una grande famiglia: noi
    ragazzi che pratichiamo agonismo siamo in piscina dalle 14.30, quando non c’è
    ancora nessun altro (né nuoto libero, né corsi). Siamo ragazzi dagli undici ai
    diciannove anni e ci conosciamo tutti. Mi piace la complicità che nasce negli
    spogliatoi e il rapporto che si crea con gli allenatori che spesso sono per noi, oltre
    che istruttori, anche confidenti e consiglieri.
    Le cose sono un po’ meno divertenti quando ritorniamo negli spogliatoi finito
    l’allenamento (alle 16.30) perché è l’ora in cui arriva l’afflusso di gente che
    frequenta i corsi. Ecco allora la confusione, gli urli, i genitori che vogliono a tutti i
    costi entrare per accompagnare ed aiutare i figli (ma di che cosa hanno paura?).
    Dobbiamo quindi lavarci in fretta e furia perché ci sono “loro”.
    Due giorni a settimana si allenano con noi ( in corsie separate) anche gli atleti della
    associazione “ Alba Chiara” che hanno disabilità fisica o psichica. Io sono molto
    felice che loro nuotino insieme a noi e che superino così i problemi che hanno e
    abbiano soddisfazione nell’ottenere gli ottimi risultati che raggiungono. E’ bello che
    sia stata creata questa loro associazione e vedere la loro forza di volontà che supera
    problemi come l’assenza di arti o paralisi aiuta a darmi carica.
    In estate le piscine si trasformano in una vera e propria “spiaggia cittadina” grazie
    alla grande vasca esterna attrezzata con scivoli e gonfiabili , un vasto parco con
    ombrelloni e un campo da beach-volley. Io ci vengo spesso con i miei amici perché
    così evito di fare le code fino a Jesolo. Mi dispiace che coloro che praticano nuoto
    libero fatichino a nuotare fuori perché i ragazzi che giocano occupano quasi tutte le
    corsie e inoltre nella vasca interna non si può entrare perché viene utilizzata per i
    corsi privati.
    I bagnini sono, anche se severi, gentili perché molto giovani anche se è un po’
    difficile fare il loro lavoro perché ci sono molte persone e bisogna sempre stare
    vigili.
    A fine giornata, quando non c’è più nessuno a volte mettiamo, con il loro
    permesso del sapone sui gonfiabili e giochiamo; ma il bello arriva quando anche loro
    ( che sono tutti agonisti) vengono sui gonfiabili con noi e insieme ci buttiamo in
    acqua e iniziano le battaglie o i giochi!
    Mi piace molto anche l’atmosfera di quando la piscina è chiusa al pubblico ma
    aperta per noi che ci alleniamo. Appena arriviamo, aiutiamo il nostro allenatore a
    togliere il telo che la notte copre la vasca e la pace che aleggia fa sentire il ticchettio
    del grande cronometro che c’è sul muro. In questi giorni che ha nevicato era molto
    bello essere al caldo e vedere attraverso la grande vetrata quel manto bianco. Il mio
    allenatore è uscito assieme a degli amici in costume e si è fatto scattare una foto
    seduto sulla neve!
    Che voi siate sportivi o meno, vi assicuro che non c’è niente di più rilassante dopo
    una giornata stressante che farsi una bella nuotata… se ve ne è venuta voglia, vi
    aspetto!
    E se dopo vi dovesse venire fame, potete sempre accomodarvi al ristorante che è
    stato appena ristrutturato ed è gestito da persone molto cordiali.”
     

    F.V.

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